Una visita alla Rocchetta Mattei

Sono stato in visita alla Rocchetta Mattei, un castello in finto stile moresco edificato a partire dal 1850 da un personaggio giustamente dimenticato dalla storia. Un tizio che aveva molto più potere e molti più soldi di quanto meritava. Il personaggio in sè sarebbe interessante: inventore di una delle prime pseudoscienze di massa, guaritore dei vips dell’epoca. L’archivio della sua corrispondenza sarebbe stato un oggetto di studio interessante, ma è andato perso, e l’umanità ne soffrirà immensamente…

Un volontario molto volenteroso ci ha introdotto ai misteri del castello, con un gruppo di visitatori. Si mostrava erudito e ci ha raccontato un sacco di cose fantastiche, nel vero senso della parola.

A partire dal caro vecchio senso comune: mai dimenticare la lezione del nonno che ammoniva di parlare soltanto di ciò che si sà, altrimenti meglio stare zitti.

Ecco.

Passando poi dalla numerologia: 1 il numero dell’unione delle religioni; 2 il binomio bianco/nero, buono/cattivo, alto/basso, uomo/dio: 3 la trinità; 4 i punti cardinali; 5 il pentagono, 6 l’esagono simbolo di equilibrio, 8 l’ottagono che è ottagonale, per non parlare del 7, dell’11 del 216 etc. etc. E incredibile! Ogni singolo dettaglio nella costruzione della Rocchetta è composto SOLO di questi numeri, 1,2,3,4,5,6,7,8,9… Ma non è incredibile?!?!!

Siamo poi passati alla geografia: e pazzesco, a voler tracciare una retta da qualsiasi punto a qualsiasi altro della Rocchetta si intercetta un altro punto sulla carta geografica mondiale! Talvolta è La Mecca, talvolta la piramide di Giza, Gerusalemme, Roma, Bisanzio, etc. Poi la retta non dev’essere per forza dritta: per esempio sembrerebbe che ci sia una linea che connette alcuni templi dedicati a San Michele, passando per Torino (alcuni costruiti prima dell’invenzione della proiezione Mercadore…). Coincidenza? Boh. Ma che c’entra Bologna visto che la linea prosegue per la Toscana? Però con poco sforzo la si può far passare da Vergato, basta qualche energia cosmica per piegare lo spazio-tempo fin sotto la Rocca Mattei…

La storia: Paolo Costa sarebbe stato espulso dall’Università di Bologna in quanto filosofo ermetico e non in quanto carbonaro. Ci sarebbero documenti che testimoniano che Leonardo, Matilde di Canossa, etc. si riconoscono tra i cosidetti “illuminati”. etc.

La cucina: a fare il risotto in una piramide si conserva meglio.

La fisica: la meccanica quantistica, il piccolo e il grande. I campi elettromagnetici che animerebbero lo studiolo del Mattei per via di un’attività sismica sottostante, che solo a San Michele in Torino se ne possono trovare di equivalenti…

La matematica: improvvisamente la sezione aurea è un numero periodico.

Potremmo andare avanti con l’antropologia, la zoologia, la biologia, etc. etc. Pazzesco di quante cose era capace il Mattei, questo genio – così definito dalla guida, dimostrando di non avere nessuno distacco critico, e avvallato dalle varie “pubblicazoni” disponibili al bookshop.

Concludiamo però con la ciliegina sulla torta. La medicina: Mattei il guaritore universale il cui segreto medico è stato perso dall’ottusità dei suoi eredi. E qui veramente uno storico della medicina dovrebbe metterci il naso, perché questo fenomeno è successo, e succede ancora. Mattei come prima manifestazione di mali che in maniera molto più sottile affliggono la nostra società. Mattei come cancro, non come guaritore.

Anyway, mai sentite in vita mia così tante stronzate tutte insieme. Molto più probabile la tesi che sento in giro da vari amici non scemi: Mattei era un ricco megalomane che costruì un bordello per ricchissimi nel mezzo dell’Appennino, edificando palazzine anonime nei dintorni e raccogliendo i servizi sessuali delle contadine di tutta la zona.

Rimane però il mistero intorno alla fascinazione che la sua “cura” produsse tra i più potenti del tempo, tant’è che il Mattei è menzionato pure nei Karamazov. Il che porta a due interpretazioni alternative del fenomeno: 1) le manie e delle pulsioni dello strato più ricco e potente della società sono sintomatiche del mondo (a questa tesi si è dedicata, per esempio, la psicoanalisi); 2) i ricchi e potenti sono cretini e ignoranti tanto e quanto la plebe, ma hanno i soldi per erigere monumenti come la Rocchetta Mattei, un luogo temporaneo di aggregazione dell’arroganza mondiale, e che altrimenti non hanno altra vita propria (infatti il restauro della rocchetta è finanziato da un altro di questi organismi).

Secondo la mia guida i nazisti avrebbero saccheggiato la rocchetta. Ecco, meglio avrebbero fatto a raderla al suolo.

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